Il castello di Montegibbio si erge sui primi rilievi appenninici alla destra del fiume Secchia, adagiato sulla cima di un poggio accanto alla sua torre, che domina il paesaggio sottostante.  A causa della sua forma ellittica testimonia il suo adattamento al terreno.
L'impianto del fortilizio è quello di un castello-recinto, le cui mura abbracciano la sommità della collina cingendo una corte, cui si accede dopo una breve salita, di forma ellittica attorno alla quale si dispongono diversi edifici . Nella sua irregolarità si adatta alla sommità del colle ripetendo la tipologia della corte chiusa propria del mondo feudale.

 

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e più in generale...

 

Per sapere lo stato architettonico del castello alla fine del  1600, è utile osservare il dipinto dedicato alla “Madonna in gloria con Sant’Antonio, Santa Lucia e Sant’Alberto” 

che si trova nella Chiesa dedicata a S. Pietro, nel quale appare uno scorcio di paesaggio, definito il castello.


Dopo l’unità d’Italia, il castello fu acquistato da Giuseppe Borsari di Finale Emilia che, seguendo la moda del tempo, ampliò il bosco e avviò la ristrutturazione del castello in stile prevalentemente medievale.

Le decorazioni interne e l’arredo scelto denotano quel gusto per l’antico così importante all’epoca.  Delicate decorazioni Rococò rallegrano i corridoi d’accesso all’ultimo piano. Già dalla seconda metà del 1700, grazie a quegli scrittori inglesi che ambientarono le loro affascinanti vicende cavalleresche nello sfondo di pittoreschi paesaggi medievali e alle ombre di misteriosi intriganti castelli, nasce la passione per tutto il mondo medievale.

E' il 1800 Romantico (drammatico e passionale che tra moti rivoluzionari e risorgimentali ritrova le sue radici nell’oscura età di mezzo) che trasformò questa rinnovata passione per il passato più suggestivo, in una vera e propria moda.

Molte residenze estive e di campagna, furono restaurate, ricostruite o costruite ex-novo, riprendendo topologie edilizie e stili antichi propri del castello medievale; e il castello di Montegibbio è proprio uno di questi chiari esempi di restauro e ristrutturazione ottocentesca dove è possibile costatare quel gusto eclettico dell’epoca verso gli stili del passato liberamente interpretati: neogotico, rinascimento, rococò.

 

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